Atomic Rooster, una oscura storia settantiana
Siamo qui agli albori del cosidetto darksound.
Gli Atomic Rooster sono
stati uno dei complessi più sottovalutati dei primi anni 70. Forse
perché nello stesso ambito musicale erano i Black Sabbath a fare la
parte del leone ma questo solo in parte a ragione. Usciti negli stessi
anni entrambi i gruppi si facevano promotori di un hard blues il cui
filo conduttore erano atmosfere grandguignolesche e orrorifiche.
Ma se i
Black Sabbath sono riusciti a creare un dettato musicale sicuramente
più accattivante ed anche esteticamente più godibile, gli Atomic
Rooster dal canto loro hanno prodotto una musica più colta più
articolata e più complessa. Punto di forza degli Atomic Rooster è stato
il fatto che il gruppo era composto sostanzialmente da un solo elemento
e cioè il tastierista e compositore Vincent Crane.
Gli altri elementi
erano dei validissimi session men presi sulla scena underground
britannica. Il 1972 è stato l'anno più importante per gli Atomic Rooster
non tanto da un punto di vista compositivo o di pubblicazione di album
quanto di esibizioni live. Vincent Crane infatti era riuscito ad
assoldare quello che è stato uno dei più importanti vocalist britannici
degli anni 60 inizio 70 e cioè Chris Farlowe.
Farlowe accompagnò gli
Atomic Rooster solo per questa breve tournée, per andare poi ad
accasarsi con il famosissimo supercomplesso dei Colosseum. Con Colosseum
registrò un paio di album che sono stati tra i più venduti di tutta la
storia della musica rock soprattutto il doppio dal vivo nel quale il
cantante si è esibito con evoluzioni vocali di rara e suggestiva
bellezza.
Chiusa anche la breve esperienza con i Colosseum Chris Farlowe
tornò a fare quello che faceva prima e cioè il modesto cantante blues
nei pub anglosassoni, mestiere che fa ancora oggi a quasi 80 anni di
età. Il brano che vi propongo non è certo tra i migliori a livello
compositivo degli Atomic Rooster, si tratta di un classicissimo blues
riproposto in venature psichedeliche e progressive, ma il bello è
proprio l'aspetto improvvisativo del cantante Chris Farlowe, che
curiosamente mentre canta si prende anche la libertà di mangiarsi un
sandwich.
di Alessandro Bario
di Alessandro Bario
